giovedì 24 settembre 2015

Family portrait

Spesso ho parlato della mia famiglia, di quanto le mie radici pugliesi abbiano influenzato i miei gusti e le mie attitudini in cucina. Ho imparato molto da mia nonna che continua a preparare pasti per almeno venti persone, ogni giorno da almeno 70 anni.
Sono rientrata dalla mia amata terra, dopo alcuni giorni passati a farmi coccolare dai parenti e da ciò che le loro tavole offrono. 
Come ogni famiglia del sud che si rispetti, la giornata non inizia se non si sente odore di sugo misto a caffè, intorno alle 8. Costretta ad alzarmi dal rumore di pentole e dalle urla di mia nonna (sorda) che parla al telefono per ordinare burrate, focaccia, bevande a domicilio e panzerotti per l'antipasto del pranzo, cerco di far colazione, sperando che non termini la conversazione telefonica, evitando così di dover assaggiare il sugo o le polpette subito dopo il caffè.
Inutile spiegare quanto, al sud, i rapporti sociali ruotino intorno al cibo. Non riuscirei mai a farvi comprendere quanto la tavola sia fondamentale per le famiglie. A meno che la vostra famiglia non abbia quelle origini. Tutti i componenti vengono coinvolti nelle preparazioni, come una vera brigata di cucina in cui, la nonna, rappresenta l'Executive chef e noi i vari Commis. 
A colazione si parla del menù della cena, perché quello del pranzo è già stato deciso la sera prima, a pranzo si parla dell'eventuale colazione fuori e a cena del pranzo del giorno dopo. E così via. Una programmazione simile sarebbe degna delle collezioni di alta moda a Milano, dove in estate viene presentato il campionario dell'estate dell'anno successivo. 
Passando da una cena a base di pesce crudo ad un leggerissimo pranzo con settemila frese al pomodoro, burrate e focacce, giusto per stuzzicare qualcosa, una sera atterrai nel mondo dei panzerotti. 




Un locale molto spartano, dove si mangia in piatti di carta, con tovagliette di carta gialla. Il servizio consiste nel lasciare sul tavolo tonnellate di panzerotti farciti in ogni modo (rape, salame e provola, mozzarella e pomodoro, cipolle, capperi e acciughe e chi più ne ha più ne metta!). Non puoi farti cogliere impreparato all'arrivo del vassoio, perché venti panzerotti potrebbero sparire in una frazione di secondo, come se non ci fosse un domani. 
Dopo la massacrante maratona del fritto, nei giorni successivi, pregai mia zia di uscire per un aperitivo, in modo da evitare il luculliano pranzo che ogni giorno ci porta a rimanere a tavola fino alle 16:00. 
Ecco il risultato: Caffè dei Serafini, Polignano a mare. Un piccolo bar con un balconcino a picco sulla scogliera, poche camere al piano di sopra. Un posto semplice, tranquillo, informale, con un panorama stupendo. 
Un locale fresco, ventilato, che rigenera anche nelle giornate più torride, in cui poter sorseggiare ottimi vini locali e cocktail, gustando i prodotti gastronomici locali. 
Il delizioso quanto abbondante aperitivo, ci portò ad alzarci da tavola alle 15:55, appena cinque minuti prima rispetto ai pranzi precedenti, rotolando esattamente come ogni giorno.












Si può intuire come, in Puglia, sia fondamentale essere chiari sul concetto aperitivo, perché un toscano, lombardo o veneto in vacanza al sud, che pensa di andare al ristorante dopo uno spritz, non sa come funzionano le cose qui, nella mia amata terra.  

mercoledì 9 settembre 2015

Di fiori di zucchina, la frittata non tradisce mai!

Quando acquisto i fiori di zucchina, finisco per passare la giornata a pensare a come potrei farcirli, friggerli, gratinarli, saltarli. Ma alla fine vince lei, la frittata. 
So che è scontata, per niente ricercata. Ma credo che non esista modo migliore per esaltare i fiori di zucchina. 
C'è inoltre un legame affettivo con questa preparazione: da piccola facevo dannare mia madre a tavola, ero intollerante a molti alimenti e quelli che potevo mangiare, spesso non mi piacevano. 
Era quindi molto difficile gestire il pranzo alla mensa scolastica, perché regolarmente facevo arrabbiare le maestre per i miei digiuni, che aspettavano mia madre all'uscita, per spifferare tutto.
Una delle soluzioni più frequenti che lei adottava per farmi mangiare a scuola, era  quella di prepararmi dei ricchi panini con la frittata, e la mia preferita era proprio quella di fiori di zucchina.




Ingredienti:

5 uova
16-18 fiori di zucchina
sale qb
olio evo qb
pepe qb
pecorino toscano stagionato qb

Pulite i fiori tagliando la base ed eliminando il pistillo. Divideteli in due e sciacquateli velocemente sotto l'acqua corrente. 
In una ciotola sbattete le uova ed aggiungete sale e pepe. 
In una padella antiaderente versate un filo di olio, fatelo scaldare leggermente e versate il composto di uova. Fatelo cuocere a fuoco medio ed aggiungete i fiori prima che si rapprenda la parte superiore, a raggiera. 
Continuate la cottura a fuoco basso, finché non si sarà rappresa la parte superiore. Grattate il pecorino in superficie e fatela riposare qualche minuto coperta, in modo che il formaggio si sciolga leggermente. 

Chitarra con crema di ceci e ragout bianco di moscardini

Arrivano le prime giornate fresche, ed è subito inverno. Quest'anno sono rimasta bianca come una mozzarella, nonostante abiti a pochi chilometri dal mare. Mi sento quindi molto più a mio agio con pantaloni lunghi e golfini, piuttosto che abitini e sandali che mostrano tutto il mio pallore. 
Anche a tavola cambiano i gusti, le voglie e le idee. 
Optando per qualcosa di adeguato alle temperature settembrine, uno dei miei piatti migliori è stato proprio questo.
Gustoso, saporito, con un fortissimo richiamo ai sapori del sud. 



Ingredienti per 3 persone:

250 gr di spaghetti alla chitarra
5 cucchiai di ceci lessi, con la sua acqua di cottura
4 moscardini spellati e bolliti, con la sua acqua di cottura
1 cucchiaio di mandorle a lamelle
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 spicchio d'aglio
scorza di limone qb
olio evo qb
sale qb
peperoncino qb
prezzemolo fresco tritato qb

Con un frullatore ad immersione tritate i ceci, rendendoli una crema con l'aiuto di un filo di olio e un po' della sua acqua di cottura. 
Tostate in una padella antiaderente le mandorle, toglietele dal fuoco quando saranno leggermente dorate. Nella stessa padella schiacciate lo spicchio di aglio, unite un peperoncino secco sbriciolato e l'olio. Fate scaldare e aggiungete i moscardini tagliati a pezzi piccolissimi.
Saltate velocemente il pesce, aggiungete i capperi e, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura del pesce. Regolate di sale, aggiungete il prezzemolo e spegnete. 
Cuocete la pasta, conditela con la crema di cannellini e formate dei turbanti nei piatti. 
Disponete sulla pasta il ragout di moscardini a cui avrete aggiunto parte delle mandorle, lasciandone qualche pezzo per la decorazione. Grattate poca scorza di limone e aspettate che il calore rilasci la fragranza degli agrumi, che si sposa benissimo con questo piatto. 
Vi ricordo di procurarvi del pane, la scarpetta è obbligatoria.