lunedì 4 agosto 2014

Audacia in cucina con #rusticainvacanza





































... E di audacia se n'è vista ieri pomeriggio, con San Carlo!
Un pomeriggio divertentissimo, all'insegna della cucina e del relax, in una location splendida, il Twiga di Marina di Pietrasanta.
In un contesto perfetto come quello non poteva che esserci un'ospite, per l'occasione cuoco, d'eccellenza: Chiara Maci.
Con la sua simpatia ed affabilità è riuscita a coinvolgere noi blogger (che a dirla tutta non vedevamo l'ora di aiutarla dietro al banco da cucina), ed anche, udite udite... Un sacco di maschietti!
... Che a vederli nessuno li avrebbe fatti capaci di assemblare una fetta di pane con un una di tacchino... E invece?! Si sono dimostrati all'altezza della situazione, lasciandosi coinvolgere nell'estro e nella creatività.






Vi lascio solo un link, per farvi capire cosa vi siete persi:
http://bit.ly/rusticainvacanza_twiga

Ed a seguire, l'intervista a Chiara Maci:
http://bit.ly/intervista_chiaramaci

Qui sotto invece vi lascio qualche foto, la cui qualità è sicuramente discutibile, ma non molto peggio di quelle che pubblico altre volte.


Rustica e quenelle di salmone e avocado, con una goccia di panna acida




































A seguire, Rustica club sandwich con tacchino
















Presto anche io peccherò di audacia, con la Rustica!
Buon inizio settimana.



sabato 2 agosto 2014

Marmellata di albicocche

Era uno dei pochi pomeriggi caldi ed assolati che questa estate ci ha concesso finora.
Un sabato pomeriggio in cui gli unici rumori, a Villa Etrusca, erano quelli delle cicale, il fruscio delle foglie degli alberi circostanti e il bip bip del videogames del mio telefono, a disturbare la quiete.
Ero in attesa di ben 20 olandesi, che avrebbero alloggiato una settimana in villa, rilassandosi fra un bagno in piscina e una partita a tennis.
Stanca di giocare con il cellulare andai a passeggiare fra gli alberi, disposti ordinatamente in fila, divisi fra olivi, alberi da frutto e ornamentali, arrivando quasi in fondo ai non so quanti ettari della proprietà.
Con sorpresa scovai degli albicocchi così pieni di frutti maturi che sarebbe stato un peccato mortale non raccoglierle. Corsi indietro a prendere un po' di buste, tornai a prendere quanta più frutta potevo (mangiandone un numero imprecisato) e la portai a più riprese in villa.
All'ultimo viaggio dal frutteto vidi in lontananza le auto dei turisti, con delle faccine piuttosto sorridenti che si intravedevano dal vetro.
Mi lasciai il dubbio se quel sorriso stampato fosse per lo splendore della villa o per la goffaggine dei movimenti con un carico di circa 5 kg di frutta abbinato ai 35° gradi di quel pomeriggio.
Lasciai tutto per terra, in un angolo, accolsi i turisti che, assetati, gradirono il succo di melone fresco che avevo preparato la mattina e ci sedemmo in salotto per le operazioni di check-in.
Capita spesso che i turisti siano curiosi di imparare qualcosa della cucina italiana, così sono sempre pronta a gestire cene o corsi di cucina.
Non mi sarei però aspettata che mi chiedessero un corso di cucina per il tardo pomeriggio, anche perché, prevedendo la loro stanchezza per il viaggio appena concluso, non avevo preparato niente.
"No problem!" dissi loro.
Durante l'ora in cui tutti erano a rinfrescarsi e disfare le valigie nelle rispettive camere, lavai tutto il fortunato raccolto e, menomale che zucchero e altri alimenti di prima necessità ci sono sempre, organizzai loro un corso sulle marmellate.
Furono così soddisfatti che tennero la produzione per la colazione di quella settimana e portarono in Olanda tutta la rimanente.





Ingredienti:

1 kg albicocche molto mature
600 gr zucchero (io fruttosio)
1/2 limone biologico

Lavate ed asciugate accuratamente le albicocche. 
Tagliatele a pezzetti o frullatele leggermente, in modo da avere una purea di frutta dalla grana grossa, con qualche pezzo di frutta un po' più grande.
Versate tutto in una pentola piuttosto capiente, aggiungete lo zucchero e spremete il succo di mezzo limone.
Mettete sul fuoco vivace per qualche minuto, fino al bollore, poi abbassate la fiamma e continuate a cuocere mescolando spesso.
I tempi di cottura sono variabili, in funzione della consistenza che preferite e di quanta acqua contiene la frutta. Di solito non consiglio meno di 45 minuti. 
Controllate, prima di mettere la confettura nei barattoli, versando un cucchiaino su un piatto e lasciando colare la marmellata inclinandolo. 
Chiudete in barattoli ermetici e lasciateli capovolti per tutta la notte, in modo da eliminare l'aria all'interno del barattolo. 

venerdì 1 agosto 2014

Rigatoni con pesto di sedano e roquefort

A differenza di quasi tutti i marmocchi, sono sempre stata amante di frutta e verdura.
Al posto delle più popolari e diffuse merendine, preferivo impiastricciarmi le mani con olio e pomodorini, stesi su grosse fette di pane toscano. Il tutto per la gioia di mia madre e delle altre, che potevano prendermi a mo’ di esempio con i loro figli, mentre questi si rotolavano tra cioccolatini, crostatine, biscotti, snack e bevande gassate.
L'alternativa era sgranocchiare una carota cruda, come vedevo fare nei cartoni animati, da Bugs Bunny.
Un ruolo importantissimo lo ha giocato il fatto che abitavo vicino alla campagna, per cui ero abituata ad accaparrarmi spesso la merenda da sola, rubacchiando nei campi coltivati dal vicino casa: un frutto o un paio di pomodori, da spolverare con la maglietta e addentare mentre pedalavo per scappare dal contadino, quando venivo scoperta.
E' stata una bellissima infanzia, la mia.
Un'altra delle verdure che sgranocchiavo ad ogni ora del giorno ma anche della notte, per la gioia di mamma Marghe che si svegliava con me per attendere che terminassi i miei spuntini notturni, era il sedano, che crescendo ho messo inconsapevolmente da parte.
Da quando ho iniziato a provvedere all'approvvigionamento e alla preparazione dei piatti ho, senza volerlo, spesso preferito altri ortaggi al sedano, lasciandolo solo per le preparazioni di minestrone o dado home-made. 
Per il resto, nonostante sia ricchissimo di proprietà benefiche e molto versatile come utilizzo, l'ho completamente ignorato.
Spulciando in giro per il web, invece, ho trovato un trito di sedano che mi ha fatto venire la voglia di tornare ad utilizzarlo, con altri ingredienti, per un freschissimo pesto, che non poteva sposarsi meglio che con un formaggio come il Roquefort.




Ingredienti per 2 persone:

200 gr rigatoni (Io Garofalo o Rummo)
foglie e gambi teneri di sedano qb
noci sgusciate qb
olio evo qb
sale qb
1/2 spicchio d'aglio
60 gr roquefort

Lavate bene le foglie e i gambi più teneri del sedano, asciugateli metteteli nel boccale del robot da cucina o del minipimer.
Aggiungete le noci, l'aglio, un pizzico si sale e frullate, aggiungendo l'olio a filo. 
Amalgamate bene gli ingredienti ma lasciate che il pesto rimanga leggermente grossolano. 
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
Nel frattempo versate il pesto in una ciotola ed allungatelo con un paio di cucchiai di acqua di cottura, tenendo da parte altra acqua in caso di necessità.
Scolate la pasta e versatela nella ciotola, amalgamate e servite, aggiungendo dei piccoli fiocchi di roquefort e qualche noce spezzettata.