martedì 20 maggio 2014

Mules au roquefort

La sera in cui assaggiai per la prima volta questa delizia, il mare era una tavola.
Ero in un piccolo paesino della Corsica, sul mare, abitato quasi esclusivamente da pastori e pescatori. 
Arrivai via mare, godendo dello specchio di acqua che rifletteva gli ultimi raggi di sole aranciati, prima che tramontasse del tutto.
Le 20 erano passate da un po' e in acqua non c'erano più bagnanti, né canoe, né motoscafi che fungevano da traino per i giochi d'acqua che mi avevano fatto compagnia tutto il giorno.
Scesi vicino a riva camminando nell'acqua caldissima della sera, arrivai sul bagnasciuga con le infradito in una mano e la borsa nell'altra. 
Continuai a camminare sulla strada, in cerca di un posticino per la cena.
Finita la spiaggia iniziava il paese, nient'altro che una sola strada con una farmacia, una pizzeria, un ristorante, una rosticceria, un negozio di abbigliamento ed un piccolo ipermercato, con un bancone del pesce allestito all'esterno, per la vendita del giorno.
Optai per il ristorante, visto che avevo voglia di assaggiare qualcosa di tipico, dove all'ingresso scorsi due caprette, legate per le corna ad un albero, che belavano al passaggio di ogni cliente che si volesse avvicinare per cercare un tavolo.
Era veramente buffo come le persone sembrassero abituate alla presenza delle due caprette così vicino ai tavoli, sparsi nel giardino, intorno a quell'albero a cui erano legate.
Sembrava come se fossero le guardiane del posto, vegliando su noi commensali che gustavamo delle ottime pietanze, sia di carne che di pesce.
Sedetti ad un tavolo molto rustico, praticamente delle tavole di legno inchiodate, con sopra una tovaglia di carta colorata e i menù plastificati.
Cercai di spiegare al cameriere che si avvicinò al tavolo, che non parlavo una parola di francese, ma sembrava non gradisse né l'inglese né il tedesco.
Così lasciai fare a lui, sperando di non aver fatto troppo male a fidarmi ciecamente.
Arrivo con una pentola smaltata, rossa all'esterno e bianca all'interno, il coperchio molto bombato, che poi capii a cosa sarebbe servito, e un piatto gigante di patate fritte.
Appoggiò tutto di fronte a me, sul tavolo, scoperchiò la pentola e lasciò il coperchio al lato, mostrandomi una porzione enorme di cozze con una crema bianca, profumatissima, al gorgonzola.
Mi domandai cosa ci facesse il gorgonzola con le cozze, ma il profumo era così invitante che alzai le maniche del giubbotto di jeans che indossavo e mi misi di gusto a mangiare, con una soddisfazione che forse si ha solo da piccoli, quando ci si diverte immensamente ad impiastrarsi le mani di pasta al sugo.





Ingredienti per 4 persone:

2.5 kg cozze
250 gr roquefort
50 gr panna fresca
2 cipolle bianche
1 bicchiere e 1/2 di vino bianco
prezzemolo qb
pepe qb
olio evo qb



Pulite le cozze raschiando il guscio con una retina metallica, sotto l'acqua corrente. 
Strappate via anche il bisso, facendo attenzione a non romperlo dentro la cozza.
Sciacquatele sotto l'acqua corrente, mettetele in una ciotola coperta da un panno bagnato e strizzato e ponete in frigo.
Sbucciate e tagliate a striscioline finissime le cipolle, mettetele in una casseruola con un filo di olio e fatele dorare. Appena inizieranno a cambiare colore bagnatele con un bicchiere di vino bianco, abbassante la fiamma e fate cuocere per almeno mezz'ora, finché il vino non si sarà quasi completamente assorbito e le cipolle saranno morbidissime.
In una casseruola molto capiente inserite le cozze, il mezzo bicchiere di vino bianco rimasto e una macinata abbondante di pepe, fatele aprire a fuoco vivace per 5 minuti circa.
Filtrate l'acqua di cottura delle cozze e rimettetele nella casseruola, aggiungendo la cipolla cotta.
Nel pentolino in cui avete fatto cuocere le cipolle, inserite il roquefort tagliato a cubotti, la panna e fate scaldare a fiamma bassa. Aggiungete poco a poco l'acqua filtrata delle cozze, finché otterrete una crema.
Successivamente fate insaporire le cozze con le cipolle per un minuto a fiamma vivace, mescolando spesso, servitele in pentolini monoporzione e versatevi sopra, prima di coprire i recipienti, la crema al formaggio.
Una vera delizia, soprattutto se accompagnata da una baguette calda.